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Il carbon fossile, il petrolio e il metano sono stati elementi fondamentali nella fondazione e nello sviluppo aziendali. Infatti il carbon fossile è stato usato per oltre un secolo, dapprima per la produzione di gas utilizzato nell'illuminazione e poi per la produzione di gas di città ad uso prevalentemente domestico (cottura cibi, riscaldamento e produzione acqua calda). Quando i forni di produzione del gas di città diventarono insufficienti per l'accresciuta esigenza dell'utenza, la disponibilità di gas prodotto con la distillazione del carbon fossile è stata integrata con gas prodotto dalla distillazione di prodotti petroliferi leggeri. Successivamente, a seguito della costruzione della diramazione per Udine dal metanodotto nazionale, è stato possibile sostituire nella rete di distribuzione il gas di città con il più vantaggioso gas metano.
La produzione di gas illuminante ebbe inizio nel 1853 per merito di una Impresa che, con un contratto trentennale, garantì nel comune di Udine l'illuminazione a gas. Alla scadenza del contratto l'impianto di produzione del gas fu rilevato dal Comune e gestito direttamente dall'Officina Comunale del Gas.
Con il trascorrere degli anni l'uso del gas fu esteso soprattutto agli usi domestici, cucina e riscaldamento. L'aumento della quantità di gas richiesta dall'utenza, indusse l'Officina ad aumentare la produzione con l'ampliamento degli impianti e l'uso di nuove soluzioni proposte dallo sviluppo tecnologico.
I vecchi forni a storta erano costruiti in materiale refrattario con testa in ghisa. Il riscaldamento necessario era fornito da gas di gasogeno. La conduzione era difficoltosa e richiedeva molte precauzioni per evitare esplosioni che mettessero a repentaglio l'integrità dei forni.
Migliori prestazioni erano fornite dai forni di distillazione a camere verticali a marcia continua installati successivamente. In questi forni il carbon fossile entrava dall'alto in una camera ed in distillazione scorreva verso il basso. Mentre il gas si raccoglieva in alto da dove veniva raccolto per l'immagazzinamento nei gasometri, nella parte inferiore dei forni si estraeva il coke, che veniva utilizzo soprattutto nelle stufe domestiche.
Con il trascorrere degli anni le richieste aumentarono a tal punto che fu necessario integrare la disponibilità con gas ottenuto da un impianto che utilizzava distillati petroliferi leggeri (D.P.L), entrato in esercizio nel 1963.
Il carbon fossile necessario per la distillazione veniva depositato in un parco esteso, divenuto ingombrante nel centro abitato. Per questo motivo e per l'avvento sul mercato di una fonte più vantaggiosa e pulita quale il metano, vennero abbandonati i vecchi impianti per la produzione di gas di città, passando alla distribuzione di metano. La metanizzazione fu completata il 25 settembre 1968, quando tutti gli apparecchi delle utenze domestiche furono modificati per poter essere alimentati a metano.