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Dalla documentazione esistente risulta
che:
nel 1542. L'acqua della fonte di Lazzacco, in
comune di Pagnacco, viene portata a Udine, per
alimentare le fontane di piazza S. Giovanni (ora
Libertà) e quella della piazza di S. Giacomo,
utilizzando tubi di cotto;
nel 1597. Per alimentare le due fontane si utilizzò
l'acqua della roggia di Udine impiegando per il
trasporto una tubazione ricavata da tronchi di
pino;
nel 1652. Si fece ricorso a una ruota a cassetti
per innalzare l'acqua, recuperando il dislivello
dovuto allo spostamento più a valle della
presa d'acqua dalla roggia che alimentava le due
fontane monumentali;
nel 1823. Dopo un periodo di inattività,
le due fontane vennero di nuovo alimentate con
l'acqua della roggia mediante una tubazione di
pietra traforata;
nel 1858. L'acqua da Lazzacco giungeva a Udine
con una nuova tubazione in ghisa che, oltre alle
fontane delle piazze, alimentava anche una quarantina
di fontane pure in ghisa (alcune sono ancora in
esercizio e sulla fusione si notano le impressioni
dello stemma di Udine e la scritta MDCCCLVIII);
nel 1888. L'acqua delle sorgenti di Zompitta alimentò
il nuovo acquedotto, costruito a seguito di studi
e indagini iniziati nel 1884;
nel 1897. La rete di distribuzione fu estesa anche
alle frazioni e casali della periferia (lavori
eseguiti anche a seguito dell'epidemia di colera
scoppiato a Cussignacco nel 1893);
nel 1916. Potenziamento serbatoi del Castello,
portando la capacità da 400 a 1.400 mc;
nel 1926. Posa nuova tubazione in ghisa da Zompitta
a Reana;
nel 1930. Costruzione nuove gallerie filtranti
presso le sorgenti di Zompitta e ampliamento serbatoi
del Castello;
nel 1949. Posa nuova condotta in acciaio da Zompitta
a Udine;
nel 1952. Costruzione nuova galleria filtrante
a Zompitta.
In tempi più recenti:
nel 1962. E' stato trivellato in piazza I°
Maggio il primo pozzo tubolare profondo 120 metri,
seguito da altri tre;
nel 1972. Costruzione di un pozzo a raggiera presso
le sorgenti di Zompitta;
nel 1976. Costruzione del serbatoio pensile di
Vat (1.800 mc);
negli anni '80. Costruzione dei serbatoi pensili
di via del Cotonificio (2.200 mc), via don Bosco
(2.200 mc) e di via S. Bernardo (400 mc).
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