SORGENTI

La falda freatica presente nella piana di S. Agnese a Zompitta è poco profonda, l'acqua si trova a circa 3-4 metri di profondità. L'acqua di questa falda viene captata con due sistemi:

  1. gallerie filtranti, costituite da cunicoli in muratura dell'altezza di circa un metro e mezzo ed una lunghezza complessiva di 1.800 metri. L'acqua entra all'interno attraverso pareti opportunamente forate. La quantità captata è variabile, in dipendenza dei periodi di magra o di morbida.
  2. pozzo Fehlmann, dove l'acqua entra nel pozzo attraverso una serie di tubi forati infissi a raggiera orizzontalmente al terreno. La quantità d'acqua emunta è di 110 l/s.

Ad integrazione dell'acqua ricavata dalle sorgenti di Zompitta, sono in funzione ad Udine quattro pozzi tubolari profondi 120 metri (il livello statico della falda freatica di Udine si trova a circa 50 metri di profondità), trivellati in:

a) p.zzale Diacono, l'acqua pompata è di 110 l/s.
b) p.zza I° Maggio (lato via Portanuova), l'acqua pompata è di 120 l/s.
c) p.zza I° Maggio (lato via Manin), l'acqua pompata è di 120 l/s.
d) via Gonars, l'acqua pompata è di 50 l/s.


SERBATOI

I serbatoi accumulano l'acqua durante le ore di minor consumo, restituendola alla rete di distribuzione quando c'è maggior richiesta.

I serbatoi di tipo pensile, cioè sopraelevati rispetto al piano di campagna in modo da alimentare le utenze con una sufficiente pressione, sono ubicati in:
via S. Bernardo, capacità di 400 metri cubi d'acqua;
viale Vat, capacità di 1.800 metri cubi d'acqua;
via Cotonificio (presso la sede aziendale), capacità di 2.200 metri cubi d'acqua;
via don Bosco, capacità di 2.200 metri cubi d'acqua.


Il serbatoio del Castello è invece costituito da una serie di vasche interrate sotto il piazzale del Castello ed ha una capacità complessiva di 4.400 metri cubi d'acqua.


ANALISI

L'AMGA - andando ben oltre il rispetto della normativa vigente (DPR 236/88), che impone un numero minimo di analisi da effettuare - esegue periodicamente analisi chimico-fisiche e batteriologiche dell'acqua destinata al consumo umano per verificarne le caratteristiche e la potabilità.


I punti di prelievo sono individuabili in :
- pozzi e sorgenti
- serbatoi
- rete di distribuzione.

Esegue anche analisi per controllare la corretta gestione di dispositivi - quali i filtri a carbone attivi - di cui si è dotata alcuni anni orsono per contrastare un problema di inquinamento da atrazina, ma che, all'occorrenza, sono in grado di trattenere una vasta gamma di prodotti chimici tossici.
L'Azienda provvede bimestralmente a comunicare all'ASL il numero delle rilevazioni effettuate e le relative risultanze.


DISTRIBUZIONE

La posizione delle sorgenti, che si trovano a 174 metri sul livello del mare permette di far defluire l'acqua attraverso tre adduttrici principali, del diametro di 500 e 600 mm ed una lunghezza complessiva di 40.804 metri, fino ai serbatoi esistenti in città, senza bisogno di pompe.

Per avere una pressione ed una quantità d'acqua equamente distribuite, un anello - dello sviluppo di 14.858 metri - circoscrive la città.
La rete di distribuzione è costituita da tubazioni di diametro vario da 60 a 350 mm, con una lunghezza complessiva di 342.615 metri.

Anche per l'acqua sono stati posati negli ultimi decenni tubi di ghisa sferoidale che, a differenza di quelli usati per il trasporto di gas, sono cementati internamente.

L'AMGA fornisce circa 13 milioni di metri cubi d'acqua a 24 mila utenti per una popolazione servita di 100 mila persone.


FOGNATURA

Tutte le acque scaricate dalle abitazioni o da altri insediamenti sono raccolte in un insieme di canalizzazioni costituenti la rete di fognatura.

La serie di canali aperti o chiusi, misura una lunghezza complessiva di 13.042 metri.
I collettori primari hanno una lunghezza totale di 75.235 metri.
Le canalizzazioni secondarie hanno uno sviluppo di 64.681 metri, mentre le canalizzazioni terziarie misurano 142.720 metri.

Tutte le condotte sono costruite in cls: l'impiego di tubi in polietilene è irrilevante.


DEPURAZIONE

CARATTERISTICHE GENERALI DELL’IMPIANTO
L’impianto di depurazione, nella sua configurazione attuale, e’ costituito dalle seguenti sezioni principali:

  • LINEA ACQUE:
  • Ingresso liquami
  • Stazione di dosaggio reagenti
  • Grigliatura
  • Dissabbiatura-disoleatura
  • Sedimentazione primaria
  • Ossidazione biologica e decantazione secondaria
  • Disinfezione
  • Scarico acque trattate
  • LINEA FANGHI:
  • Ispessimento
  • Pastorizzazione
  • Digestione anaerobica (con recupero biogas)
  • Disidratazione meccanica
  • Stoccaggio biogas/cogenerazione
  • IMPIANTO TRATTAMENTO RIFIUTI LIQUIDI

LINEA ACQUE
Ingresso liquami
I reflui fognari della rete cittadina vengono convogliati ad un collettore principale denominato "Canale F" e da questo, tramite un canale rettangolare, derivati in impianto di depurazione.

Dosaggio reagenti
Al fine di agevolare l’aggregazione delle particelle colloidali presenti nel refluo in ingresso e permetterne una più’ agevole separazione, in testa all’impianto viene dosato cloruro ferrico. Il policloruro di alluminio (PAC) si utilizza nel corso del periodo invernale per migliorare la separazione del fango nella fase di sedimentazione secondaria ed evitare fenomeni di rigonfiamento del fango.

Grigliatura
Dal canale di ingresso, munito di misuratore di portata, che convoglia i liquami sono inviati alla fase di grigliatura costituita da tre griglie verticali a gradini; il materiale trattenuto viene inviato ad un compattatore che ne riduce il volume, lo insacchetta ed infine lo deposita all’interno di una navetta.

Dissabbiatura – disoleatura
Le operazioni di dissabbiatura e disoleatura avvengono simultaneamente in due bacini paralleli aerati muniti di ponte raschiatore del tipo va e vieni con sezioni laterali di calma, separate dalla zona di areazione da rastrelliere tranquillizzatici. Le sostanze oleose vengono raccolte in queste canalette ed allontanate, mentre le sabbie (con granulometria di 2 ÷ 2.5 mm) precipitano sul fondo ed estratti da idroestrattori.

Sedimentazione primaria
La portata di liquame in uscita dalla sezione primaria di pre-trattamento viene suddivisa in tre flussi, ciascuno dei quali viene inviato in un decantatore primario. In questi bacini avviene la separazione delle frazione sedimentabile.

Ossidazione biologica e decantazione secondaria
Le sezioni di ossidazione/decantazione secondarie dell’impianto sono di due tipi; la prima è costituita da 4 bacini del tipo oxycontact (nello stesso bacino avviene ossidazione e sedimentazione secondaria) distribuiti su due linee nelle quali avviene l’ossidazione del substrato carbonioso presente nel liquame e la successiva sedimentazione secondaria dei fanghi. La seconda sezione è costituita da due linee di trattamento a chicane in cui si attuano i processi di predenitrificazione ed ossidazione/nitrificazione; in questo caso, la sedimentazione secondaria avviene a valle del trattamento biologico ed in bacino separato.

Disinfezione
L’effluente proveniente dalle vasche di ossidazione raggiunge il reparto di disinfezione costituito da una vasca a chicane totalmente interrata. (Attualmente la sezione di disinfezione non è in esercizio).

Scarico Acque Trattate
Lo scarico delle acque depurate avviene, a mezzo di canale (canale F) cementato a cielo aperto e fondo impermeabilizzato, a circa 5 Km di distanza dall’impianto, nel corpo idrico ricettore del torrente Cormor.

LINEA FANGHI
Ispessimento
I fanghi separati nei decantatori primari, compresi i fanghi di supero provenienti dal trattamento biologico, vengono raccolti nei sedimentatori primari, e da qui trasferiti all’ispessitore. L’ispessitore e’ costituito da un bacino circolare coperto, con raschia meccanizzata a pettine. I fanghi estratti vengono trasferiti alla sezione di pastorizzazione a mezzo di linea dedicata o, in alternativa, alla sezione di digestione anaerobica.

Pastorizzazione
I fanghi provenienti dall’ispessimento, prima di essere inviati alla digestione, vengono sottoposti ad un processo di pastorizzazione finalizzato alla eliminazione dei microrganismi patogeni eventualmente presenti. L’impianto e’ provisto di una unita’ di recupero di calore (scambiatori a fascio tubiero); in virtù di tale recupero il fabbisogno di calore del processo viene ridotto al minimo. Accessori all’unita’ di pastorizzazione sono la centrale termica, gli scambiatori di calore e il piping generale. (Al momento la presente sezione non è in esercizio).

Digestione anaerobica (con recupero di biogas)
I fanghi provenienti dalla sezione di pastorizzazione e/o dall’ispessitore vengono inviati alla sezione di digestione anaerobica (doppio stadio) costituita da due digestori primari di uguali dimensioni e da un digestore secondario “freddo”. La sezione è attrezzata con linee di ricircolo, centrali termiche, scambiatori di calore e linee di recupero biogas.

Disidratazione meccanica
I fanghi provenienti dalla sezione di digestione anaerobica alimentano la linea di disidratazione meccanica costituita da tre presse a nastro completamente automatizzate. Il fango viene preliminarmente condizionato mediante l’aggiunta di un polielettrolita cationico per facilitarne il trattamento.

Stoccaggio biogas/cogenerazione
L’accumulo del biogas prodotto nei digestori anaerobici avviene in due gasometri a campana mobile. La campana mobile si muove su guide elicoidali ed è provvista di sistemi ausiliari quali valvola di sicurezza, finecorsa, guardia idraulica. A completamento della linea gas sono presenti un filtro a ghiaia e a ceramica per trattenere eventuali impurità e per lo scarico delle condense. Il biogas prodotto viene utilizzato normalmente per l’alimentazione dell’unità di cogenerazione e delle caldaie per il riscaldamento dei digestori; eventuale eccesso viene bruciato in torcia.

IMPIANTO TRATTAMENTO RIFIUTI LIQUIDI
L'impianto di ricevimento è stato realizzato per disporre di attrezzature moderne ed idonee ai diversi aspetti qualitativi dei rifiuti che possono essere conferiti all'impianto di depurazione (C.E.R. 20 03 04, 20 03 06, 19 08 05, autorizzati secondo l’art.110 comma 3 del D.Lgs.152/06) e consta delle seguenti parti:

  • N° 2 posti di scarico per la fase liquida dei bottini (piazzole con punti di attacco delle autobotti alla linea di trattamento dei reflui liquidi per un massimo di 120 m3/h);
  • N°2 apparecchiature per la grigliatura dei rifiuti liquidi;
  • N°1 posto di scarico per la fase solida (tramoggia per lo scarico dei prodotti solidi con volume utile pari a 10m3);
  • Coclea orizzontale trasporto della sabbie al rotovaglio;
  • Rotovaglio per separazione sabbie (F=10mm) con coclea di carico del container del materiale separato dal rotovaglio entro il container;
  • Dissabbiatore longitudinale con portata liquida trattabile (miscela acque e sabbie) pari a 30 l/s, con annesso alla parte finale un lavatore sabbie.

Nel caso la fase principale del rifiuto sia liquida il bottino sarà scaricato in impianto mediante apposita manichetta a giunto rapido collegata all’apparecchiature di grigliatura; (l'impianto è in grado di ricevere fino a due carichi di rifiuti liquidi alla volta). Qui vengono trattenute le sostanze solide grossolane che vengono lavate, compattate ed insaccate, successivamente vengono scaricate entro apposito cassonetto.

I liquami e le sabbie, che attraversano per gravità la griglia, vengono inviate (sempre per gravità) alla fase di lavaggio svolta dal successivo dissabbiatore e classificatore sabbie. Il materiale, trattenuto dalla griglia lavato e compattato, verrà posto nei comuni cassonetti dei rifiuti solidi urbani, dopo essere stato insaccato entro una guaina di polietilene per evitare la propagazione di cattivi odori ed il contatto accidentale con gli operatori.

Il classificatore-lavatore riunisce quattro funzioni del trattamento:

  • Separazione molto elevata delle sabbie dal refluo (= 95% per la granulometria = 0.2 mm);
  • Lavaggio delle sabbie separate fino ad ottenere un valore di PF600°C < 3%;
  • Disidratazione delle sabbie per lento sgocciolamento fino a SS > 95%;
  • Trasporto e classificazione delle sabbie entro un apposito container.

Le sostanze organiche dilavate non si depositano assieme alla sabbia, ma rimangono nella fase liquida che viene convogliata alla vasca di accumulo sottostante. Da questa, a mezzo di due elettropompe sommergibili, i liquami trattati vengono inviati alle linee depurative.

I reflui con fase prevalentemente solida, quali ad esempio le sabbie delle caditoie stradali, nonché i residui solidi degli autospurghi, vengono scaricati entro una tramoggia in acciaio inox appositamente adibita allo scopo (la tramoggia si trova in quota sopraelevata rispetto al piano di campagna ed è raggiungibile con l'automezzo in retromarcia tramite rampa di accesso).

Il materiale in tramoggia viene trasportato da una coclea all'ingresso di un rotovaglio, costituito da un tamburo in lamiera di acciaio forata con spaziatura di max 10mm. Le sostanze organiche e le sabbie che attraversano il rotovaglio unite all'acqua di processo, giungono per gravità entro il classificatore, per subire il trattamento già descritto sopra per la parte liquida. L'apparecchiatura svolge le seguenti operazioni:

  • Separazione dei grani di ghiaia e sabbia dagli altri corpi solidi grossolani (fogliame, lattine, bottiglie, ghiaie grosse);
  • Lavaggio dei corpi grossolani separati e delle sabbie;
  • Trasporto e scarico dei corpi separati entro un apposito container mediante una coclea inclinata.

I liquami derivanti e le sabbie fini vengono separate nel successivo dissabbiatore classificatore- lavatore, ed il processo è lo stesso di quello sopra descritto per la fase liquida.
I liquami pretrattati provenienti dalla separazione fisica operata dalle macchine presenti nell'impianto sono stoccati all'interno di un bacino situato al di sotto del fabbricato del volume utile di circa 300 m3; questi possono essere rilanciati a vantaggio di scelte gestionali, o in testa all'impianto, o in testa alle vasche a chicane, nel settore della predenitrificazione.